OMG, e ora?

Day 1

Sono stata una bimba difficile, a tavola. Mia madre mi racconta spesso, ed io mi ricordo anche se fingo di no, di come entrassi in uno stato di trans apparente davanti il mio piatto di pasta, e svogliata e lenta inforcassi con pena i fusilli dal piatto e con fatica le portassi alla bocca, masticandole poi per un lasso di tempo indeterminato prima di ingoiarle con disgusto.
Mio padre s’alzava da tavola anzitempo pur di non dover assistere a questa scena pietosa.
Nessuna sgridata, nessuna brontolata riusciva a far di me una gradevole commensale.
Si scoprì, più tardi, che la colpa era dell’anemia e della mancanza di ferro.


Il pallore e l’inappetenza non erano colpa mia.
Feci una cura, facendo punture e mangiando quanto di più odiassi al mondo: un monte di verdure e carne al sangue, molto al sangue.
Ma la tortura portò tanti buoni frutti. Sul serio. Si, ok e qualche effetto collaterale.
Fu in questo periodo, infatti, che imparai ad odiare ed a tirar giu dal calendario i peggio santi, ma fu anche il periodo in cui pian piano imparai ad assaporare davvero ciò che avevo nel piatto, a chiedermi cosa stessi mangiando ed infine ad innamorarmi giorno dopo giorno del cibo.
Divenne un interesse forte, in crescendo.
Conoscere origine e sapore di ogni possibile verdura, formaggi, carne, pesce… cos’è un primo, cosa si intende per stufato, come si creano le salsine e perché un dessert.
Imparai a nutrirmi con gusto e di gusto.
Cominciai ad interessarmi alla cucina, alle provenienze, ai cibi ed i loro metodi di cottura, pian piano imparai a prepararli, a seguire una ricetta.
Una studentessa modello.
Finché mi sentì impavida abbastanza da … fare a modo mio.
Finalmente.
Imparate le basi e le caratteristiche dei vari ingredienti, cominciai a far tutto di testa mia apportando modifiche a ricette esistenti, aggiungendo, prolungando o variando la cottura, ad azzardare accostamenti improbabili, fino a prendere il coraggio di far assaggiare le mie preparazioni ai miei amici, ai miei genitori.
Inutile dire che presi la discesa libera, e nessuno fu più in grado di fermarmi.
Divenne una grande passione e da lì a poco, un secondo divertente lavoro.
Nel corso degli anni e diverse più o meno gioiose esperienze, è diventato il mio primo ed unico lavoro. Oggi creo con discreto apprezzamento le mie ricette, ho il mio food blog e… Continua a leggere